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20171120 - Blasting News - Bonus nonni nella legge di bilancio 2018, a chi spetteranno le agevolazioni

Nella legge di bilancio del 2018 è stata valutata la possibilità di un bonus per i nonni che partecipano economicamente alle spese scolastiche o universitarie, per gli affitti fuori sede ma anche per le attività sportive, le spese per le assicurazioni e quelle mediche dei propri nipoti. Si tratterebbe della possibilità di avere uno sconto #Irpef con detrazioni al 19% oltre che per i figli anche per le spese sostenute per i parenti diretti come appunto risultano i nipoti.

Bonus nonni: agevolazioni fiscali per tutta la famiglia in arrivo dal Governo

La possibilità del nuovo bonus dedicato ai nonni è stata valutata nella legge di bilancio del prossimo anno in relazione ai dati forniti dalla Fondazione Senior Italia Federanziani.

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20171117 -ITALIA OGGI - Secondo il governo la Pa deve solo vigilare

Equo Compenso: Secondo il governo la Pa deve solo vigilare

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20171117 - IL SOLE 24 ORE - Professionisti, nei contratti arriva l’equo compenso

Tutti i professionisti hanno diritto a un equo compenso. La Commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento alla legge di conversione del decreto fiscale che stabilisce il diritto a un compenso minimo al di sotto del quale non si potrà scendere che deve essere «proporzionato alla qualità e quantità del lavoro». Per gli avvocati, il riferimento saranno i parametri stabiliti con il Dm 55/2014 utilizzati dai tribunali; per le altre professioni ordinistiche valgono i parametri utilizzzati dai tribunali mentre per le professioni ex legge 4/2013 questo aspetto resta da chiarire

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20171117 - Quotidiano.net - L’equo compenso ora si allarga. Vale per 5 milioni di autonomi

Norma non solo per gli avvocati, ma per tutti i professionisti

 

Roma, 16 novembre 2017 - La paradossale offerta di incarichi professionali gratuiti o a un euro, legittimata addirittura da una decisione dei giudici amministrativi, sarà solo un brutto ricordo per circa 5 milioni di professionisti. Con il plauso generale dei vertici degli ordini e delle associazioni di categoria, oltre che delle forze politiche, la commissione Bilancio del Senato (e oggi sarà la volta dell’aula) ha dato il via libera, nel decreto fiscale, al cosiddetto equo compenso: e, dunque, a un criterio di definizione del valore economico delle prestazioni professionali che non può scendere sotto certi livelli specifici per le varie categorie. E questo tanto nei confronti dei privati quanto, soprattutto, rispetto alla Pubblica amministrazione.

Dunque, mai più contratti capestro o prestazioni al «massimo ribasso», o, peggio, incarichi a titolo gratuito. L’innovazione è contenuta in un emendamento riformulato del relatore Silvio Lai (Pd): il testo, in origine, tutelava i servizi degli avvocati nel contenzioso con le parti «forti», ossia banche, assicurazioni e grandi imprese, poi il raggio d’azione è stato esteso a tutti gli autonomi.

La norma prende come punto di riferimento i parametri giudiziari emessi dai ministeri vigilanti degli Ordini, mentre per le altre categorie occorrerà individuare modalità di determinazione dei compensi. Il provvedimento riguarda circa «4,4 milioni» di persone, visto che, ha ricordato la presidente del Colap (Comitato libere associazioni professionali), Emiliana Alessandrucci, le categorie non regolamentate hanno «circa 3 milioni di soggetti» e quelle organizzate in ordini comprendono oltre 1,4 milioni di lavoratori. «Era un impegno preso con tutti i professionisti» per sradicare il «caporalato intellettuale», spiega il ministro della Giustizia Andrea Orlando.

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20171117 - IL MATTINO - Statali e professionisti, arriva l'equo compenso per tutti. Madia, Fatta giustizia

Mai più contratti 'capestrò, prestazioni al 'massimo ribassò, o incarichi pubblici banditi per la (simbolica) cifra di un euro. È ciò a cui intende porre fine la norma sull'equo compenso per le prestazioni dei professionisti iscritti ad Ordini e Collegi e riuniti in associazioni, valida sia per clienti privati, sia quando il committente è la Pubblica amministrazione. Ad approvarla la Commissione Bilancio del Senato, che ha dato il via libera all'emendamento riformulato del relatore Silvio Lai (Pd): il testo in origine tutelava i servizi degli avvocati nel contenzioso con le parti «forti», ossia banche, assicurazioni e grandi imprese, poi il raggio d'azione è stato esteso a tutti gli autonomi. La norma prende come punto di riferimento, per definire soglie di remunerazione al di sotto delle quali non è possibile scendere, per i professionisti regolamentati i parametri giudiziari (usati dai magistrati per dirimere le controversie) emessi dai ministeri vigilanti degli Ordini, mentre per le altre categorie occorrerà individuare modalità di determinazione dei compensi. Il provvedimento riguarda circa «4,4 milioni» di persone, visto che, ha ricordato la presidente del Colap (Comitato libere associazioni professionali) Emiliana Alessandrucci, le categorie non regolamentate hanno «circa 3 milioni di soggetti» e gli ordinistici sono oltre 1,4 milioni

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