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20171030 - COMUNICATO STAMPA - #Ccresce entra nel vivo, I professionisti del Colap dialogano con la politica

COMUNICATO STAMPA

Nasce – #Ccresce

Il CoLAP Cresce e Rilancia: Economia, Sviluppo, Competenza, eccellenza

Una giornata ricca di spunti e contenuti.

 

Roma, 27 ottobre 2017 – Ore 10:30, inizia #Ccresce con una platea gremita di Professionisti Associativi e importanti ospiti istituzionali.

#Ccresce è un’iniziativa che volge il suo sguardo anche alle nuove generazioni di professionisti, con il desiderio di fornire loro uno spunto inedito nel creare da sé un proprio percorso professionale approcciandosi a discipline e ambiti lavorativi con tantissimo potenziale, facendo proposte concrete e attuabili. Tutto questo è il mondo CoLAP, fatto di tantissime competenze, eccellenze e professionalità.

Apre i lavori il Rettore del Centro Studi “Mater Ecclesiae”, Padre Michael Ryan, che, nel discorso di saluto che rivolge ai partecipanti, si dichiara colpito dal coraggio e dalla determinazione dei professionisti del Colap. “Da questo giardino in cui si è seminato, pur con tutte le difficoltà, fioriranno i fiori del vostro impegno, per questo ho pregato per voi questa mattina”.

Entrando nel vivo del dibattito, introduce i lavori Isidoro Trovato, del Corriere del Sera, che ricorda come da Riparte l’Italia di due anni fa siamo arrivati, oggi a #Cresce.

“E’ sempre difficile misurare gli esiti, come si può misurare quello che fai? La complessità della crescita è vedere subito i risultati. Da qui partiamo per affrontare i temi che riguardano il mondo del lavoro autonomo – ricorda Isidoro Trovato -  che qui sono ben rappresentati, grazie alla presenza dell’On. Cesare Damiano e dell’On. Titti Di Salvo, entrambi nella Commissione Lavoro della Camera.

Prende la parola, l’On. Titti Di Salvo, Membro della Commissione Lavoro della Camera, che ringrazia per l’invito che ha accolto con piacere. “Non potevo non essere qui oggi, in questo mondo che ben conosco e apprezzo – esordisce l’On. Di Salvo - parlando del testo unico di riforma delle casse private dei professionisti”. “Questo testo è partito - sottolinea l’On. Titti Di Salvo – dall’ascolto di alcune richieste che arrivavano dal mondo dei professionisti, soprattutto legate alle criticità che vengono lamentate dalle casse dei professionisti. Il testo unico -  prosegue l’On. Di Salvo -  dopo un’indagine conoscitiva ci ha mostrato la necessità di modificare molte cose provenienti dal vostro mondo. Il cardine del testo è costruito intorno al fatto che trattandosi di casse private, si deve ragionare, su come il risparmio delle casse previdenziali siano parte attiva per investimenti nell’ economia reale”.

“Nel primo articolo – continua l’On. Di Salvo – ho proposto che la platea di riferimento si allarghi al mondo dei lavoratori autonomi, cioè tutti quelli indicati dalla Legge 4/13. Prendendo atto della trasformazione economica del nostro mercato e del mondo del lavoro, una scelta coerente alla trasformazione della realtà”. “Anche se siamo a fine legislatura, questo testo – conclude l’on. Di Salvo - rimane come punto di riflessione futura, come mattone che insieme alla legge sul lavoro autonomo, servirà per rovesciare alcuni luoghi comuni di una realtà che sta cambiando. Il riformismo richiede atti concreti, le resistenze sono miopi perché si difendono delle prerogative del passato, ed è a questo che dobbiamo opporci”.

 

Prende la parola, l’On.Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, dichiarando che “Non bisogna mai sentirsi da soli nelle battaglie che si svolgono, bisogna lottare con convinzione se si crede in quello che si fa. Ed è questo il principio ispiratore che ho seguito nella proposta di legge sull’equo compenso”. “Questa globalizzazione senza regola va regolata – continua l’On. Damiano -  perché è un capitalismo malato e amorale. In pensione oggi ci vai a 70 anni, quando lavori hai un lavoro discontinuo e molto spesso non ti pagano”.

“La proposta che ho presentato alla Camera - sottolinea l’On. Damiano - cerca di scardinare questo principio, allargando all’intero settore professionale italiano (ordinisti e associativi), sanando cioè quello squilibrio contrattuale nel mondo delle professioni ovvero il rapporto tra professionisti ai sensi della legge 4/13 e la PA. Gli appalti al massimo ribasso sono il sinonimo dell’amoralità.  Sull’equo compenso, mi sono battuto – prosegue Damiano - perché la società è liquida comporta che i diritti e il lavoro diventino liquidi, mettendo delle regole al di sotto delle quali non si vada”.

 

 “Il famoso esempio di Catanzaro – prosegue il Presidente Damiano - che nel bando per l’urbanizzazione cita il compenso a 1 euro, con il successivo ricorso vinto al TAR, e il Consiglio di Stato che interviene spiegando che bisogna essere contenti se si viene chiamati, e quindi esser contenti di lavorare gratis. Questo è un paradosso inaccettabile”. “Un altro punto sottolineato dall’On.  Damiano è che “ci vuole l’equo compenso per i professionisti ai sensi della legge 4/13, limitatamente ai rapporti con la PA, che è il vostro committente principale e la parte contrattuale più forte”. “Abbiamo trovato un punto di accordo, con la mia proposta di legge - conclude Damiano - con gli ordinisti e con i professionisti associativi, grazie al lavoro di concerto con professionisti lungimiranti come voi del CoLAP. Chiudiamo il cerchio con il tema della PA, per impedire che avvengono quelle distorsioni del massimo ribasso o di lavori gratuiti come avvenuto a Catanzaro. “Concludendo il Presidente Damiano – sottolinea come è sempre utile buttare il seme, poi la pianta cresce. Le battaglie si vincono o si perdono, ma noi non possiamo esimerci dal farle con convinzione e tenacia”.

Prende la parola Maurizio Del Conte, Presidente dell’ANPAL, ricordando la legge 81/2017 che ha introdotto una serie di cose importanti, fatte in questa legislatura.

“Il Jobs act del lavoro autonomo, segna uno spartiacque importante per il nostro Paese – apre il Prof. Del Conte – colmando dei vuoti del passato, c’è stato perché il mondo delle professioni associative aveva una sua rappresentanza. In questa legge che è maturata in un certo contesto, con l’esigenza di stare con i piedi per terra, anche sul tema del compenso qualcosa è stato scritto. L’articolo 9 della legge 192/88 parla di abuso di dipendenza economica, cioè dice che è vietato quando c’è uno squilibrio economico di potere contrattuale tra le parti. Tende a realizzare un equo compenso, cioè un compenso che non sia iniquo. Quindi il caso come quello di Catanzaro, è già con questa legge, considerato iniquo”.

 “Per il cambiamento che abbiamo attuato nelle politiche attive – conclude Maurizio Del Conte -  c’è stata una rappresentanza del lavoro autonomo significativa, senza la quale non si sarebbe fatto nulla. Si cerca di far trovare al lavoratore autonomo più lavoro e migliori clienti, aiutando i centri per l’impiego ad occuparsi di lavoro autonomo. È necessario trasferire competenze e conoscenze nella rete dei servizi per il lavoro autonomo. Chi meglio dei professionisti che stanno dentro e lavorano, può farlo?! Ecco che entrano in gioco i professionisti della Legge 4/13”.

Prende la parola, il Dott. Bernardo Polverari, Capo Gabinetto del Ministero Funzione Pubblica, ringraziando per l’occasione ricevuta di parlare di temi che gli stanno molto a cuore. “Affrontando la riforma della PA – sottolinea il Dott. Polverari - non potevamo dare subito risposte ai problemi enormi che abbiamo di fronte. Il vero problema di doverci occupare di dire che è giusto che chi fa un lavoro con la PA sia pagato, deriva dal fatto che abbiamo leggi speciali e regolamenti che creano delle storture anche all’interno della stessa amministrazione centrale. “Abbiamo professionisti all’interno della PA – continua Polverari -  che lavorano a gettone o gratis. L’esasperazione di misure di tipo economico ci porta a delle storture incredibili. Voleva essere una riforma dell’amministrazione pubblica, un percorso avviato che a prescindere dal governo che arriverà, non potrà essere ignorato. Il modulo unico – prosegue Polverari - sul territorio nazionale, non è banale, ma permette di avere un unico modulo qualsiasi sia l’amministrazione a cui ci si rivolge.

“Siamo consapevoli che la PA  - sottolinea  Polverari – è un mostro difficile da regolamentare, ma 3 anni fa non eravamo come ora, insieme facciamo il percorso per arrivare a nuovi step di miglioramento. Sostituire il concetto di pianta organica con quello dei fabbisogni, è stata la vera rivoluzione. Reclutare cioè persone che sappiano rispondere a queste nuove esigenze, che diano risposte a dei nuovi fabbisogni”.

“La sfida del digitale – conclude Polverari - è un’altra importante sfida nella riforma della PA, ricordando alcuni interventi fatti: fatturazione elettronica che se verrà affinata accorcerà di molto i tempi; lo Spid con il quale siamo già a 2 milioni di utenti; Pago PA, arrivato a 15194 amministrazioni raggiunte. Una riforma dunque che si avvicina alle persone e non rimane solo sulla carta, questo è il principio ispiratore”.

Carlo De Masi, Presidente Adiconsum Nazionale, interviene nel dibattito ricordando come la riconoscibilità e trasparenza di un sistema, è il principio ispiratore dell’ormai  consolidato rapporto tra il Colap e Adiconsum. In un mondo in forte cambiamento che necessita di tutele, Adiconsum che è la più rappresentativa associazione dei consumatori, è orgogliosa di stare al fianco dei Professionisti del CoLAP.

Pierluigi Ledda, Segretario Nazionale di First Cisl, interviene parlando di contrattazione e di come oggi il rapporto di distanza tra lavoro dipendente e autonomo si sia assottigliato. “Oggi si parlano molto di più – sottolinea Ledda – e questa condizione sta cambiando il nostro mondo. Il mondo del lavoro e i lavoratori, sono impegnati a costruire regole moderne di contrattazione. Lo smart working è un esempio”.

Michel Martone, Professore Ordinario di Diritto del Lavoro, conclude gli interventi. Con lui si parla di Jobs Act e del Jobs act del lavoro autonomo, ovvero di un mondo del lavoro a tutto tondo, ma spesso e volentieri troppo frastagliato. “Tutele mutuate dagli schemi della piccola impresa, questo è un primo passo da superare. Applicare soluzioni vecchie a problemi nuovi – sottolinea Martone – è sbagliato. I problemi che abbiamo non verranno risolti, il rischio è che il sindacato difenda i pensionati e ai giovani non si danno soluzioni reali. Mettersi insieme e ascoltare e guardare in faccia i problemi, come state facendo oggi è un ottimo segnale di cambiamento – conclude Martone”.

Chiude i lavori il sentito discorso della Presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci, che dopo aver mostrato una presentazione che riassumeva tutte le vittorie raggiunte in questi due ultimi anni, ringrazia tutti i Professionisti accorsi ricordando l’alto valore del loro impegno quotidiano: “3 anni fa non ci aspettavamo tutto questo – sottolinea la Alessandrucci -  In un anno, abbiamo ottenuto tanto: regime dei minimi, blocco aliquota contributiva, attenzione al nostro mondo con il Jobs act del Lavoro autonomo. “Noi – prosegue la Presidente del CoLAP -  siamo stati bravi, la politica è diventata più sensibile ai nostri problemi: se nel 2015 ripartivamo, ora dobbiamo crescere. Misurare la crescita è difficile, il nostro è un bonsai, che con cura e attenzione diventerà ancora più prezioso”.

Infine un accorato monito ai professionisti che nel pomeriggio si riuniranno nei gruppi di lavoro tematici: “Siate ambiziosi, fate le proposte migliori. Partiamo dall’alto, abbiamo bisogno di coraggio e di idee. Siamo fiduciosi, nonostante abbiamo ricevuto qualche porta in faccia. Scriviamo le norme che possiamo applicare – continua la Alessandrucci - facendo proposte per avere maggiore competitività, e per avere l’apporto che le nostre associazioni, possono dare come tutela delle professioni.

Ricorda infine la Presidente del CoLAP che "soltanto due associazioni hanno ottenuto la validazione del CIS (Comitato Indirizzo e Sorveglianza), perché i requisiti proposti, sono a maglie strette per dare tutela ai nostri professionisti. Quando andiamo nelle istituzioni, dobbiamo essere certi che abbiamo fatto un serio processo di attestazione. La formazione è l’unica vera politica attiva, per noi è sopravvivenza. La rappresentanza è vitale del nostro mondo, imparare ad avere fiducia, in noi stessi, è fondamentale perché spesso nei tavoli troviamo posizioni diametralmente opposte alle nostre, quindi occorre stare attenti e non perdere la nostra unicità. Ecco il senso dei tavoli di lavoro oggi, perché le nostre proposte vengano ascoltate.

“Un’attenzione particolare – ricorda la Alessandrucci – va ai professionisti dei beni culturali: la risorsa più grande che abbiamo eppure la più trascurata. Da dove partire?  I professionisti dei beni culturali sono visti prevalentemente come volontari, questo non è possibile!

“Tutti voi professionisti seduti qui in platea – conclude la Alessandrucci - che avete lasciato il vostro lavoro, le vostre città, i vostri impegni per venire qui oggi a dare testimonianza attiva con la vostra presenza; sentitevi fieri del lavoro che fate e di aver liberamente scelto di entrare in questo mondo associativo, avete scelto la più onerosa, complessa e faticosa, ma anche la più entusiasmante, qualificante e premiante delle vie. Mi piacerebbe che le politiche economiche del lavoro non si fondassero solo sul Pil ma sul FIL, mettendo il benessere delle persone e la loro felicità al centro delle scelte dei governi”.

“C’è un tempo per seminare e uno per raccogliere…tra la semina e il raccolto c’è #Ccresce.”

#Ccresce

#facciamosquadra

#siamofiduciosi

Stefania Perrelli