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20170301 - COMUNICATO STAMPA - Ddl Lavoro autonomo: la tela di Penelope, tanto lavoro per essere disfatto

COMUNICATO STAMPA

 

“Ddl Lavoro autonomo: la tela di Penelope, tanto lavoro per essere disfatto”

 

Roma, 01 marzo 2017 – Il problema dell’Italia: la mano destra crea quella sinistra disfa!

“Questo ormai famosissimo provvedimento lo aspettavamo da anni, un segnale positivo dalla politica che era stato accolto come il ritorno a casa del “figliol prodigo”! Abbiamo in questo anno e mezzo, tessuto la “tela” con incontri, proposte concrete, audizioni e tanto lavoro proprio perché il sistema professionale italiano che rappresento - apre la Presidente del CoLAP Emiliana Alessandrucci – oggi più che mai, chiede a gran voce una riforma e una spinta innovativa e competitiva ed ora troviamo qualcuno, o più di qualcuno che questa preziosa tela di notte la disfa.

Per questo va subito detto, che non siamo più disponibili ad accettare provvedimenti iniqui, approssimativi e frutto di compromessi dell’ultimo minuto: il CoLAP oggi dice no ad un legislatore che promette e poi disfa con la stessa facilità e altrettanto poca lungimiranza”.

“Il disegno di legge ha subito, nel primo passaggio al Senato, un inserimento (art. 5 e 6 ) che rafforzava quella divisione nel sistema professionale che invece questo provvedimento voleva e doveva superare, affidare cioè alle sole professioni ordinistiche, la possibilità di esercitare su delega specifici atti pubblici, ricreando quella  ripartizione tra professionisti di serie A e professionisti di serie B – spiega la Presidente del CoLAP – . In audizione avevamo manifestato con forza la contrarietà e dissenso all’ennesimo provvedimento che tratta un bacino di 4 milioni di professionisti come negletti ed emarginati e soprattutto come incompetente.Ci era sembrato di aver trovato sul punto una condivisione trasversale delle forze politiche presenti, ampio assenso avevamo infatti trovato in audizione alla commissione lavoro della Camera”.

“Le nostre proposte– sottolinea la Alessandrucci -  provengono da una platea di lavoratori per troppo tempo dimenticati e per questo chiedevamo alla luce della legge 4/2013, che riconosce il ruolo di garante alle associazioni professionali iscritte al MISE, di aprire il mercato alla competitività, con una proposta chiara e precisa di allargare l’art. 5 anche ai professionisti ai sensi della legge 4/2013. Lo stesso vale per i maggiori strumenti di protezione sociale previsti dall’art. 6 per allargarli anche ai professionisti associativi x legge 4/2013 anche con contributi assistenziali volontari aggiuntivi”. Gli emendamenti al testo in questo senso sono stati condivisi e proposti da tutte le forze politiche presenti in commissione, e molte sono state le dichiarazioni di apertura anche da parte dello stesso relatore Damiano, rendendoci fiduciosi sulla possibilità di migliorarlo.

Lo scorso 23 febbraio, gli emendamenti alla prova del voto vengono, inspiegabilmente ed irragionevolmente respinti: l’art.5 e presumibilmente l’art.6 (ieri in votazione) rimarranno delle previsioni ad esclusivo appannaggio dei professionisti ordinisti, con buona pace di tutte le promesse e le aperture annunciate: così la nostra tela è disfatta!

Il lavoro di anni su questo provvedimento ad oggi risulta quasi vano: l’inserimento di qualche tutela e poco più.

“Il CoLAP dice NO! Dice NO ad un modo di legiferare miope ed avulso dall’intero contesto normativo: la legge 4/2013 è una legge in vigore e non è tollerabile che si continui ad ignorala.

Dice NO all’incoerenza e incoerente sordità rispetto alle sollecitazioni di quanti saranno destinatari della norma giuridica; dice NO alla trasformazione dei diritti dei lavoratori in merce di scambio; dice NO all’ennesimo provvedimento che elemosina concessioni ai professionisti ex legge 4/2013  con la mano destra, salvo defraudarli di diritti fondamentali con la mano sinistra e con noi dicono NO oltre 300mila professionisti iscritti alle nostre associazioni che ben si ricorderanno dell’entusiasmo manifestato davanti alle due slides della finanziaria 2016 e della profonda delusione nel vedere ignorate le legittime richieste.

 “Noi continueremo la nostra battaglia – incalza la Presidente Alessandrucci – perché è impensabile che la classe politica non si renda conto di questo pericolo di stagnazione e soprattutto del clima di sfiducia che si è creato; l’articolo 5 prevede una delega e allora saremo pronti anche in quell’occasione, se questa non dovesse essere sufficiente a dimostrare dissenso e a bloccare questo provvedimento fazioso”.

“Chiediamo il diritto a veder riconosciuto il nostro lavoro come tale; perché non intendiamo più accettare discriminazioni, perché crediamo che tutti i lavoratori abbiano diritto a tutele fondamentali a prescindere dal contratto e dal settore in cui operano e soprattutto perché il nostro mercato professionale ha bisogno di eliminare i diritti acquisiti immotivatamente e di rafforzare la competitività”.

#ProfessionistiCompetenti

#VogliamoChiarezza

#IlCoLAPdiceNO